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- Nella casa ecologica, c’è necessità di manutenzioni particolari?
Per il mantenimento di una casa ecologica di qualità, edificata in legno lamellare, viene richiesto un uso dettato dal buon senso, ovvero, la casa va normalmente arieggiata, riscaldata, abitata, rispettata ...
Va eseguita, naturalmente, la manutenzione ordinaria quale:
la rinfrescatura periodica delle parti più esposte alle intemperie (teste delle travi, oscuri e serramenti in legno, pergolati in legno etc.);
la pulizia dei canali di grondaia e l’eventuale catraminatura degli stessi;
la rinfrescatura delle pareti esterne, se la casa è esposta ad alto inquinamento da smog e quindi soggetta ad ingrigimento. Ciò può accadere se la casa è situata in centri estremamente trafficati;
la rinfrescatura periodica delle ringhiere, recinti, steccati etc.;
In merito alla manutenzione straordinaria, l'impegno tende ad essere minore.
La nostra casa, essendo costruita interamente in legno, è traspirante e priva di ponti termici.
Viene così azzerato il fastidioso e malsano fenomeno di condensa e di muffa all’interno degli ambienti domestici.
Inoltre, essendo il materiale impiegato per la costruzione interamente costituito da legno, la dilatazione termica è omogenea ed uniformemente distribuita sulle superfici.
Raramente quindi si verificano fessurazioni negli intonaci e nelle pareti.
Diverso è per le case tradizionali.
Nelle pareti in laterizio e calcestruzzo infatti, i vari materiali impiegati sono soggetti ad una diversa dilatazione termica e questo fenomeno può contribuire a generare microfessurazioni.
Per rendere evidente i risultati distruttivi delle suddette microfessurazioni, si può pensare al frequente fenomeno di deterioramento e di sbrecciamento tipico dei cordoli dei poggioli condominiali:
i “piantoni” delle ringhiere, così come i “ferri d’armo migliorati”, entrambi affogati nel calcestruzzo del solaio, dilatano diversamente da come dilata il calcestruzzo.
L’intonaco non è in grado di compensare tale diversità di dilatazione e si verificano le microfessurazioni.
L’acqua meteorica si infiltra.
Il gelo fa il resto, devastando il cordolo del poggiolo. A volte fino a comprometterne la consistenza statica.
Va anche detto che, se di buona qualità, la casa ecologica ha il grande vantaggio (sulla diretta concorrenza delle case tradizionali in muratura) di essere progettata e costruita con criteri e sistemi antisismici e questo, da solo, può già contribuire ad infondere una certa tranquillità.
Va rilevato inoltre che, nell’edilizia tradizionale, gli Operai lavorano all’aperto, inevitabilmente esposti al gelo invernale, al calore estivo ed in genere agli eventi climatici.
Per quanto bravi, motivati e professionali, operano tendenzialmente con minor precisione degli stessi Operai che lavorano in una struttura industriale ottimizzata, in locali climatizzati.
Inoltre, gli Operai che lavorano in strutture industrialmente razionalizzate, operano “su banco”, ovvero come si dice in gergo edile, “in vita”, esattamente come opera un Meccanico di precisione.
Gli Operai che lavorano nell’edilizia tradizionale, operano, solitamente, sulla terra nuda oppure su ponteggi.
E’ evidente che non possono avere i privilegi di comodità, precisione e sicurezza dei primi.
La razionalizzazione degli avanzamenti costruttivi e di assemblaggio gioca quindi un ruolo determinante sulla qualità e sui costi del prodotto finale.
La nostra casa ecologica può tranquillamente essere edificata in riva al mare e sopportare la salsedine, a differenza di una casa in muratura che, edificata nelle medesime condizioni, necessita di manutenzioni talvolta molto impegnative ed onerose.
I “ferri d’armo migliorati” affogati nel calcestruzzo, al contatto con la salsedine tendono ad arrugginire e a corrodersi; in conseguenza di ciò, il calcestruzzo che avvolge il ferro tende a sbrecciarsi e a lesionarsi.
La nostra casa ecologica può tranquillamente essere edificata in montagna.
Da sempre è stato così.
Esistono in montagna costruzioni in legno antiche e perfettamente mantenute, quali i “rifugi” ad esempio.
Il legno infatti, principe dei materiali naturali, sopporta molto bene il gelo e le intemperie. Le strutture in calcestruzzo, altresì, sottoposte alle rigide temperature della montagna, possono incrinarsi e fessurarsi a causa delle conseguenti dilatazioni termiche.
Le nostre case ecologiche possono essere fornite con la finitura delle pareti esterne eseguita nei seguenti modi:
a) con intonaco tradizionale traspirante rivestito da prodotti ai silicati, calce rasata o altre tipologie di finitura varia. E’ la classica finitura della casa o villa edificata in pianura;
b) con doghe di legno di larice dello spessore pari a quaranta millimetri, nel senso orizzontale, verticale o inclinato, fissate su listelli di legno a formazione di un'intercapedine areata; è la classica finitura delle case di montagna;
c) con altri materiali di finitura, pietra, clinker e vari.
Il Cliente potrà scegliere in base al contesto geografico, oppure ai propri gusti.
Con la finitura ad intonaco, oppure con il rivestimento in pietra, la necessità di manutenzione è molto bassa.
Con il rivestimento in doghe di legno la manutenzione va fatta periodicamente.
Oggi sono disponibili sul mercato prodotti bio-compatibili molto funzionali e molto semplici da applicare, che la riducono di molto.
Va detto che, come ben sanno coloro che nascono e vivono in zone di montagna, che il larice, sottoposto costantemente alle intemperie, si mantiene perfettamente e nel tempo "annerisce".
Accettando tale "annerimento", che spesso capita di notare nelle case di montagna, la manutenzione è pressochè nulla.
Per tutte queste ragioni la manutenzione delle nostre case è ridotta al minimo ed è poco costosa.
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